Dicono
di noi
Elio Ferri, Vice Sindaco, Faenza
L'associazione di volontariato Centro di Solidarietà di
Faenza, grazie all'intuizione di alcuni amici desiderosi di incontrare
il bisogno che è presente nella nostra città e di
trovare una risposta efficace, in questi ultimi dieci anni nei
quali ho potuto constatarne la serietà e l'affidabilità,
si è sviluppata ed è diventata partner per i servizi
sociali del Comune di Faenza (per dare sostegno ai più emarginati,
ad esempio, tramite la distribuzione di viveri forniti gratuitamente
dalla Fondazione Banco Alimentare e/o per sostenere le famiglie,
in ambito educativo, anche grazie all'organizzazione di incontri
e momenti pubblici a tema). Credo proprio che il Centro di Solidarietà di
Faenza possa essere definito un esempio compiuto di sussidiarietà,
che si esplica fattivamente in una com-partecipazione, da parte
dell'amministrazione pubblica, ad un insieme di azioni promosse
direttamente da alcuni membri della nostra comunità per
dare risposte ai bisogni stessi della società civile: una
via che, come pubblico amministratore, ritengo debba essere percorsa
anche nel prossimo futuro, con l’obiettivo di sviluppare
sinergie e forme di collaborazione sempre più incisive.
Paolo Valenti, Assessore alle Politiche Finanziarie, Faenza
Conosco e apprezzo la realtà del Banco Alimentare da diversi
anni: si tratta di una grande opera di carità - gestita
con criteri d’efficienza analoghi a quelli di un’impresa
vera e propria - che è nata con l’obiettivo di far
crescere la condivisione del bisogno nei confronti di coloro che
ogni giorno sono costretti ad affrontare il problema dell’indigenza
(non bisogna dimenticare che dall’ultima indagine sulla povertà nel
nostro Paese, risulta che nel 2001 circa 2 milioni 663 mila famiglie
vivevano ancora in condizioni di povertà relativa, per un
totale di 7 milioni 828 mila individui: le stime per il prossimo
futuro non lasciano presagire alcuna inversione di tendenza).
Il Banco di Solidarietà di Faenza rappresenta, quale terminale
ultimo
della Fondazione Banco Alimentare per la nostra area, un importante
sostegno - seppur nei limiti di un intervento specifico, che riguarda
principalmente la distribuzione di generi alimentari alle famiglie
in difficoltà del nostro territorio - per alleviare le realtà di
disagio presenti anche nella nostra comunità.
Per questo, come amministratore, non posso che confermare la stima
e l’apprezzamento per quest’opera, che certamente non
a caso la nostra Amministrazione sostiene.
Marco Venturelli, Presidente Fondazione Marri
- S. Umiltà,
Faenza
L’azione promossa dal Circolino e dallo Sportello Famiglia
di Faenza (realtà che gravitano intorno all’opera
del Centro di Solidarietà), attraverso la promozione di
incontri pubblici o di attività di sostegno allo studio
vanno nella direzione della creazione di spazi educativi irrinunciabili.
La bontà di quest’esperienza è determinata
infatti, a mio avviso, dalla possibilità di offrire alle
comunità locali del nostro territorio una proposta educativa
con una precisa identità, aperta e accessibile a chiunque.
Si tratta di una proposta chiara in termini educativi, che trova
forza proprio nel suo essere espressione del tentativo di creare
uno spazio di condivisone, da parte di educatori, professionisti
e genitori, in merito al problema dell’educazione dei nostri
figli.
Tale proposta rappresenta poi - e questa credo essere l’altra
sua peculiarità - un’importante conferma del valore
della cosiddetta ‘sussidiarietà orizzontale’,
che ci pone, in qualità di ‘normali cittadini’ e
come tali componenti vive della comunità alla quale apparteniamo,
come interlocutori privilegiati per la realizzazione di opere che
nascono per dare risposte a bisogni che - come nel caso dell’educazione
- non possono che essere al centro della vita di tutte le famiglie.
Per queste ragioni, il mio augurio è che l’attività del
Circolino possa continuare a crescere, confermando ulteriormente
- se ce ne fosse la necessità - la bontà delle ragioni
che hanno visto nascere quest’opera.
Gianluca Ghetti, Responsabile Concessionaria Ghetti, Faenza
Conosco AVSI da circa dieci anni: tanti ne sono passati da quando
decisi di fare la mia prima adozione a distanza, attraverso gli
amici e i volontari di Faenza. Da allora ho voluto coinvolgere
questa associazione in diversi aspetti della mia attività lavorativa,
a partire dal desiderio di dare un contributo economico da una
parte e, dall’altra, di favorire la diffusione e la divulgazione
delle attività e del messaggio che AVSI si propone di
comunicare nel nostro territorio.
Così, oltre alle adozioni a distanza o all’acquisto
di migliaia di biglietti per gli auguri natalizi, abbiamo collaborato
con i volontari dell’associazione di Faenza in occasione
dei tradizionali eventi ‘a porte aperte’ per la presentazione
di nuovi modelli di auto, al fine di far conoscere AVSI ai numerosi
visitatori.
Credo che il nostro sia solo un piccolo esempio di come si possa
fare qualcosa di buono per gli altri, senza essere eroi e continuando
a fare le cose di tutti i giorni.
Qualcosa di buono che riusciamo a realizzare anche grazie agli
amici di AVSI, che hanno scelto di impegnarsi in prima linea non
solo per dare un aiuto a chi è meno fortunato , ma di moltiplicare
opportunità e occasioni perché tutti insieme - compresi
quanti, come noi, non sono chiamati a ‘vivere in terra di
missione’ - si possa contribuire a fare qualcosa di concreto
per coloro che vivono nel bisogno. |